19.4.02

19/04/02

“Trasparente”: io.

Cammino per strada e mi spintonano.
Vado a comprare il pane e mi passano avanti.
Vado al bar e chiedo un cappuccino e mi servono dopo mezz’ora.

Questo mi succede quando esco di casa e sono TRASPARENTE.
Fortunatamente non tanto spesso: non mi piace più di tanto esserlo.

Probabilmente non lo faccio apposta e mi viene naturale e, ovviamente,
dipende da come mi sento, da cosa indosso, ma mi succede eccome…

Quando porto gli occhiali da vista, anziché le lenti a contatto.
Quando ho qualche brufolo megagalattico in viso e non voglio che gli altri lo vedano.
Quando indosso la mia mitica tuta …
Oppure quando ho i capelli sporchi e vado in giro lo stesso…

Oppure quando vai ad un seminario e ti metti all’ultimo posto…

L’importante e’ saperlo. Io lo so.

Generalmente comincio dal mattino: non mi guardo allo specchio.
Evito di guardarmi più di tanto…

Pensa che, a casa mia, c’e’ solo uno specchio fisso: in bagno,
sopra il lavandino e non e’ che a mezzo busto.

Poi ne ho due, ancora più piccoli, ma non sono fissati ad un muro
e li uso raramente.

Generalmente evito di guardarmi nelle vetrine, negli specchietti delle macchine,
nei bagni pubblici, nei bagni delle discoteche…


Beh…Si dice che la consapevolezza di se viene “anche” dal guardarsi spesso allo specchio:
vedersi e guardarsi; guardarsi e vedersi.

E io?
Che consapevolezza ho di me?

Ti dico solo che, a volte, sbatto contro i mobili, contro lo stipite delle porte…
come se non sapessi quanto e’ largo o lungo il mio corpo…

Che dici?

Mi serve una clinica o ... jelapossofaddasola???

Buon week end!!!
maggie

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