23.7.02

23/07/2002
“ C’era una volta…”

C’era una volta una chiave.

Era appena nata e non sapeva niente del mondo.

Venne presa ed appesa ad uno stand.

Mano a mano che i giorni passavano, la chiave si accorse che era stata
messa in vendita… Che brutto destino per una bambina come lei…

Eppure era così bello vedere tutta quella gente entrare nel negozio
e chiedere se potevano avere la copia di quella o dell’altra chiave…

Forse era quello il suo destino… e sognava di diventare la chiave di un castello
o la chiave di un attico o di una suite imperiale di qualche albergo…

I giorni passavano e lei aveva anche una ulteriore sfortuna:
il dispencer veniva rifornito ogni settimana e così lei veniva
a ritrovarsi tra le ultime quando in realtà avrebbe dovuto essere tra le prime…
Veniva sempre sorpassata dalle sue amiche prima di lei…

Veniva sorpassata ed i suoi sogni diventavano sempre meno realizzabili…

Un giorno pensò di essere una bella presuntuosa dopotutto…
Perché proprio lei avrebbe dovuto essere la chiave da destinare
a così alte …destinazioni?

E così, la chiave sognò di diventare la chiave di un appartamento normale
o di una casa normale o…che so…di una gabbia…
Purché fosse lei la prossima ad essere chiamata dal destino…

I giorni passavano lenti…
Nel negozio entravano sempre persone nuove e di chiavi se ne vendevano tante,
ma non più della sua specie o con le sue caratteristiche
e la chiave cominciò a disperare…

“ Cosa debbo fare per essere degna di una serratura?”

Aveva ridimensionato i suoi sogni; aveva creduto di essere una presuntuosa
ed era tornata nei ranghi…
Dopotutto era una chiave…bella, semplice, di vecchio stampo…chi meglio di lei?

Un giorno un uomo entrò nel negozio e chiese di avere la copia di una chiave.
E fu la nostra cara chiave ad essere presa e modellata…
...giustaggiusta per entrare nella sua serratura…

Certo, quelle limate, le fecero un po’ male, ma a quel prezzo ero disponibile
ad avere finalmente una funzione nel mondo…

La serratura, in cui venne infilata, all’inizio, face qualche resistenza…
Sembrava che, anche lei, non subisse o gradisse quella intrusione nuova…

Ma alla fine la chiave entrò nella serratura e tutto andò liscio…

La nostra chiave, certo, aveva capito quale fosse la sua funzione al mondo,
ma i suoi sogni, quelli più reconditi, non si erano avverati…

La serratura era parte di una porta semplicissima…
Nessun portone principesco, nessun appartamento o attico…

Era solo un appartamento…

Il suo padrone era anche piuttosto sbadato…
Aveva perso le sue chiavi ed ora chiedeva alla nuova chiave di assolvere il loro compito…
E lei rischiava di fare la stessa fine...

Dunque era anche un surrogato…utile, indispensabile, ma pur sempre un surrogato…

I suoi dubbi e sofferenze ebbero però termine, quando un bel giorno, la chiave,
si rese conto di non essere una chiave qualsiasi…

La " sua serratura e lei" erano le " uniche " a dar modo al suo padroncino
di entrare nella sua unica casa…

Non era forse meglio questa realtà di tutti i suoi sogni?



A domani,
Maggie

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