30.5.03

" Il diverso "

Pochi giorni fa sono andata a bere una birra con un'amica e suoi amici.
Tre donne e due ragazzi.
Entrambi gay.

Io non ho amici gay.
Come non conosco un ragazzo di colore.
Come non conosco personalmente un handiccapato.
Come non conosco una persona, toh... inglese.

Non perchè non voglia: non mi è capitato. Tutto qui'.

Il senso è che quando incontro persone diverse da me,
lontane dai miei "costumi", le domande che vorrei porre
sono sempre tante.

Sono molto curiosa.
Ad esempio, mi piacerebbe da morire toccare il palmo della mano
di un ragazzo di colore. E sperare che non si offenda.
Mi piace da morire la linea netta di colore tra il palmo ed il dorso
della mano.

Oppure, che ne sò, mi piacerebbe chiedere ad un gay
come ha capito che lo era.
Come ha vissuto la sua scelta.
Come vive, nella famiglia, la sua sessualità.

Ma non lo faccio.
Non è tanto voglia di non essere indiscreta.
Piu' che altro alla fine preferisco
fare la vaga.
Non indifferenza, ma tendo a trattenere la mia curiosità al punto
che sembri indifferenza.

Mi ha scritto un ragazzo, di 27 anni. Mimmo.
Pochi giorni fa.
Simpaticissimo.
3000 email a ritmi sbalorditivi.
Poi esce fuori che è malato.
Cioè... non so nemmeno se si dica che è malato.
Soffre di una, pur lieve, forma di distrofia muscolare.

Argh!
E adesso? Non sapevo piu' come comportarmi.

Avrei potuto trattenermi.
Ma alla fine non ce l'ho fatta.

Ho voluto sapere, ho fatto domande.
Non volevo essere "indifferente".

Lui non siè offeso.
Si è prrestato al gioco.
Al punto che si è fatto fare un'intervista.

Sono contenta di una cosa: ho superato una
delle mie paure del diverso.
Di cio' che è diverso da me.
Grazie a Mimmo.

Buon week end!
Maggie
nb: FORZANAPOLIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!

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