14.1.08

"Ci si perde"

ognuno di noi ha i suoi modi per perdersi.
io ho due possibilità.
Anzi tre.
ma forse anche di più.

L'importante è non essere il centor di sè.
L'importante è non voler scoprire cos'e' che di noi
ci spaventa così tanto
da non volersi fermare
un attimo
e dire
"ok. perchè cazzo hai paura di essere te stessa?"

Io posso dunque mangiare.
Ogni momento libero della mia giornata
lo spendo mangiando.

Oppure posso accelerare.
Andare sempre più di fretta.
Fare sempre più cose insieme.
Così ho paura di perdere le cose da fare
e non penso che posso essere io
la prima
a perdermi.

Oppure, e questa è l'ultima novità,
posso rinforzare la mia spiritualità.
Tornare a Dio, in cui credo,
ma che mi chiede, costantemente,
di rivolgere la mia attenzione
a lui, agli altri.
Non è vero.
Lui dice "ama il prossimo tuo come te stesso",
quindi mi dice di pensare prima a me,
e poi agli altri.
ma quando mai mi hanno detto che
andrò in Paradiso se penserò più a me...???
e allora eccola lì che uno pensa agli altri,
a fare del bene agli altri,
a far stare bene gli altri,
a far stare bene i genitori, che ci hanno messi al mondo
ed a cui dobbiamo la nostra vita e verso i quali
non smetteremo mai di sdebitarci (chissà)...

basta che sia ab-alio..
fuori di me...

tempo fa decisi di imparare una parola al giorno
leggendola sul mio (nuovo) Devoto - Oli.

beh.

Non so se mai arrivata alle b.
O se ho mai superato la "ac"...
ma ad abalietà ci sono arrivata:

Dal lat. mediev. abalietate(m), deriv. di a°b ali°o 'da altro'
Definizione s. f. nella tradizione filosofica medievale, caratteristica di ciò che deve la sua esistenza ad altro.

Chissà come mai ... mi è rimasta così impressa...

De facto, resta un problema.
Che adesso ho un altro modo ancora
per distrarmi:
ricordarmi che non devo distrarmi.

Capito???

3 Commenti:

Alle martedì, 15 gennaio, 2008 , Anonymous Anonimo ha detto...

mumble ..... mumble ......
ma ..... perchè non provi ad essere solo te stessa naturalmente ??

un Gatto

 
Alle martedì, 15 gennaio, 2008 , Anonymous Anonimo ha detto...

Ma quaaanto sei complicata...
Prova a stare un po' con i bambini e a giocare con loro: è quello il paradiso perduto.

 
Alle martedì, 15 gennaio, 2008 , Anonymous Anonimo ha detto...

Bel post finalmente Margherita!

Mi permetto di dirti questo.

Scopo della vita è appartenere a Dio; Dio si e' mostrato carnalmente in Gesu', suo figlio.

La Chiesa e' la continuazione storica della Presenza di Gesu' Cristo sulla terra.

Quindi si deve amare Gesù, nella Chiesa (per mezzo dei Sacramenti) per voler veramente bene a se' stessi.

Da questo Amore si trae la forza e l'energia per amare anche gli altri: "Deus Caritas est".

E' giusto quindi dire che non dobbiamo distrarci ma renderci sempre presenti a se' stessi, guardando Dio (che è l'incommensurabilmente Altro da noi): essere veramente uomini.

Un caro saluto, e non dispederti se possibile in esperienze che lasciano il tempo che trovano: siamo fatti per l'Infinito!

Ciao, R.

P.S.
Non appartengo al tuo ambiente lavorativo (che e' cattolico se non ho capito male) ma sono solo un visitatore esterno.

 

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