27.4.09

"Pazienza"

Non c'e' niente da fare.
La pazienza è la virtù dei forti...

Ieri ho fatto una cazzata e oggi
ne ho praticamente fatta un'altra...

Il bello di tutto
è che non è un obiettivo.

Non so perchè faccio le cose
ma mi ritrovo a farle
ed a non capire il perchè...

anche se quasi sempre sono legate
al non avere pazienza, al non
volere aspettare che il destino decida per me,
anche se lo fa già, al non voler lasciare
che le cose accadano
e mollare lo scettro del controllo...

Va bene... perchè alla fine
faccio cose che voglio,
che non dipendono dal parere degli altri,
da cui quindi dipendo meno...

Però... sarebbe bello non fare sempre gli stessi errori no?

Specie se c'e' di mezzo la mia serenità...

:/

A proposito: era iniziato stentando,
il libro di Castellaneta "Progetti di allegria".
E invece si è e si sta rivelando un bel libro...
Pensa che è del 78...

:))))

5 Commenti:

Alle lunedì, 27 aprile, 2009 , Anonymous Anonimo ha detto...

"volere aspettare che il destino decida per me"
in alcuni casi non c'è forza d'animo o non c'è un manuale di ottimismo procedurale per modificare le cose che accadono.
Forse un malato di distrofia muscolare non vorrebbe con tutte le sue forze cambiare la sua condizione?
E quanti altri esempi banali si potrebbero fare come
quando pensi di avercela messa tutta
di aver fatto tutto quello che potevi
di aver dato con tutto lo slancio e poi chiudi il pugno o tiri la rete del cuore
e rimangono solo piccoli sassolini che fanno zavorra nella tua vita
No non tutto è controlloabile non tutto dipende dalla nostra volonta e impegno
E' il mistero della vita
a volte saper accettare di non sperare contro l'evidenza e l'unica difesa che c'è

 
Alle lunedì, 27 aprile, 2009 , Anonymous Anonimo ha detto...

Molto belle queste parole con le quali concordo pienamente. Non tutto dipende da noi.
Linda

 
Alle martedì, 28 aprile, 2009 , Anonymous Anonimo ha detto...

.....c'e' un perche' a tutto quello che fai. Il destino sono solo opportunita' che noi piu' o meno consciamente cogliamo. Tante cose ti accadono e tante cose fai e non sai il perche'. Molto male.

u.t.p.

 
Alle martedì, 28 aprile, 2009 , Anonymous Anonimo ha detto...

io ho sempre preferito la gente che fa (anche cazzate, capita, a volte) a chi non fa. a chi con la propria indolenza, il proprio silenzio, il proprio rinchiudersi in sè isolandosi dall'altro e persino da sé, miete vittime intorno e fa piazza pulita persino della possibilità di sentirsi e sentire (ri)sentimento.
s.

 
Alle martedì, 28 aprile, 2009 , Anonymous Anonimo ha detto...

Non si parlava di indolenza ma di destino!
Certo non si può dire che un malato di distrofia muscolare ha causato la propria malattia con l'indolenza.
Nè certo sono degli indolenti quelli che hanno perso la casa, se non cose più preziose, nel terremoto.
Nè credo sia causa della propria indolenza, neanche quella di un "lobotomizzato della tv", se qualcuno ti molla senza nemmeno un chiarimento sincero.
Anzi!
il presupposto è che anche volendo fortemente, mettendoci tutto il cuore il cervello e la passione e l'impegno la pazienza e la forza a volte bisogna ammettere che la vita è un mistero ingovernabile
non tocca a te scegliere
non c'è nessun controllo
è così!

 

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