7.10.03

" Io cattiva "

Qualche giorno fa, PoloMarco mi ha commentata dicendo:

"Ma tu sai essere "cattiva"? quando lo sei stata? qual'e' la cosa piu' cattiva che hai fatto? quella che vorresti non aver fatto? che vorresti dimenticare? che dimentichi e ogni tanto, arrgh, ti riviene su. Ma c'e' poi una cosa cosi' "cattiva" nella tua vita? un graffio, un taglio, o nella tua vita l'unica ferita (rimarginata) e' il tuo ombelico? che guardi, guardi, guardi. e ti piace far guardare!"
C'ho pensato.

C'e' stato un periodo della mia vita in cui ho creduto di essere molto cattiva.
Era la mia rabbia ed i relativi sensi di colpa a farmi vedere
come una specie di "cattiva del villaggio".

Non sapevo che la mia rabbia era solo e soltanto la mia difesa.
Mi difendevo da tutto ciò che cercava di sopraffarmi e da tutto ciò che non controllavo.

Praticamente tutto. Faticavo ad imporre la mia personalità. La mia volontà.

ERa il periodo in cui ho dovuto scegliere tra il tennis e l'università.
Era il periodo in cui il distacco dai miei genitori era diventato una necessità.

ERo arrabbiata, ma così arrabbiata da essere sempre acida.
Avevo continuamente un rancore dentro, che mi portava a rispondere male
mio madre e mia madre, ma non potevo farlo più di tanto, per non rischiare rotture tra me e loro.

A casa mia vigeva la regola del rispetto.
Qualsiasi cosa facciano o ti impomgano i tuoi genitori, giusta o sbagliata che fosse, doveva essere presa per buona.
Ijn nome del fatto che "Sono tuo padre" o "sono tua madre".

LO facciamo per il tuo bene.
A chi ti dice che agisce per il tuo bene cosa puoi dire?
Niente... stai zitta, per non sembrare irriconoscente
e per continuare a farti amare, anche se in quel modo distorto.

Ricatti affettivi in cui mi ritrovavo morsa.
Presa in una morsa letale, in cui sentivo che l'amore dei miei
mi stava soffocando.

E dire che mai i miei genitori si sono compartati in modo soffocante nel modo di dire vero e proprio.

E così ero sempre piu' arrabbiata, con loro, perchè non potevo arrabbiarmi.

E così, per tapparmi la bocca, ho iniziato ad usare il cibo comne sedativo e come tappo.

ED il tennis come sfogo fisico.

Poi ho capito che ero arrabbiata. Con loro.
Che non dovevo sentirmi in colpa.
Che era giusto.

Una volta capito che era giusto volersi allontanare;
la mia rabbia si è calmata.

La mia vita è stata di nuovo mia.

Ma a che costo!

Quando agisco in mia difesa, io mi sento cattiva.
Ed è sbagliato.

Raramente riesco ad essere cattiva ed a pensare che sia giusto.
Che devo essere egoista.
Per me.

Ma la mia rabbia è il sintomo che riconosco per primo.

Non so se so essere cattiva.
Ma so che ho imparato a difendermi.

Buon martedì,
maggie

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