1.6.08

"Come mi sento?"

Un po' affranta.
Perchè sono stata in 3 scuole (tra sardegna e campania)
ed ho raccimolato solo 3 contatti. E questo nonostante io mi sia
prodigata, al solito, a dare informazioni corrette e sensate e imparziali.
Sembra quasi che ai ragazzi non interessi affatto cosa gli dici.
Molti vanno esclusivamente a simpatia.
Puoi anche spiegargli il senso della vita... non serve...
Io, che ho così bisogno di contribuire alla vita degli altri,
mi ritrovo a provare sentimenti negativi per le risposte che ricevo.
Negativi perchè oltre che affranta, mi sento anche delusa,
arrabbiata, sento di poter vantare un credito che non mi verrà mai rimborsato,
del tiopo: "ma come? faccio tanto per te e tu così mi ripaghi?"
Non che io faccia le cose con l'intento esplicito e cosciente di far sentire gli altri in debito con me,
ma alla fine mi ritrovo a provare rabbia verso di me, per la mia eccessiva disponibilità, e verso gli altri perchè non capiscono e/o apprezzano i miei sforzi.

E poi sono arrabbiata perchè nonostante la buona volontà,
nonostante la profusione di energie e il bisogno di efficienza,
non sono riuscita a cavare un ragno dal buco e questo genera sentimenti
ancora negativi. Totale mancanza di controllo sugli eventi. Ecco cos'e'.
E non mi do pace per questa cosa... Purtroppo...

Poi c'e' la mia linea... Oggi mi sono infilata da Oviesse
e ho comprato un sacco di cose e cosine,
ma la taglia è 44 anche se mi sta larghetta, contro la 42 che mi stringe...
E mi dispiace perchè oramai vedo le mie gambe, di cui andavo fiera,
che si sono riempite di ciccia, di buchi e buchetti e non mi piace affatto tutto ciò..
anche se mi rendo conto essere solo grasso accumulato e non cellulite
permamente...

Ma non so come trattare il mio corpo, adesso che mi sono dovuta fermare
per via di questa specie di chissà cosa al ginocchio...
Da un lato ho paura di riprendere qualsiasi attività, anche blanda, come sicuramente farò, e di farmi male.
Dall'altro ho il timore di infracichirmi del tutto...
Quando io ho estremamente bisogno di sentire che il mio corpo mantiene
una certa forma, resistenza, che ho sempre avuto e che ci tengo resti nel tempo...
Anche qui mi sento incerta, non opadrona degli eventi,
che non so come controllare e da qui scatta l'ansia:
come posso fare per soddisfare questo mio bisogno?
Settimana prossima sono di dentista, ortopedico e medico di base.

E poi c'e' casa: catasto, scarico del bagno, coniglio che si mangia tutta casa.

E così stamattina ho comprato due DVD sul Pilates... che forse, secondo me, potrebbe essere una, delle varie risposte alla mia domanda: esiste un esercizio blando che possa fortificarmi senza traumatizzarmi?

E poi: inizio o non inizio il programma di corsa?
quello che inizia con "cammina un minuto e corri un minuto per 20 volte" a giorni alterni per una settiamana e così via... ?

E poi c'e' il tennis. Mi sono appena iscritta e già mi sono fatta male.
Merda. E sto montando tutta sta cosa delle sfide e forse non potrò neanche più giocare a tennis...
E ieri vedessi come ci stavo bene e a mio agio davanti all'obiettivo della macchina da ripresa in cui mi hanno "ripresa" tipo intervista in cui chiedo di poter sfidare i maschi del circolo... Mica mi sentivo brutta... stavo lì e parlavo e mi piacevo... chi, e dico chi, l'avrebbe mai supposto che mi sarei sentita così a mio agio davanti alla telecamera? Ha prevalso la mia tendenza all'egocentrismo dunque... ha prevalso sulle mie insicurezze... Non me lo sarei mai creso!!!
E avrò buttato 800 euro, merda!!!

E poi c'e' T e S.

Ieri ho visto S. Tutto bene come al solito.
Ero nervosa. E in realtà non volevo neanche stare con lui
più di tanto. Forse mi sto annoiando... Forse questa cosa,
che dura dai primi di gennaio ha da finire... ma a che pro?
A che pro smettere di fare una cosa che sicuramente male non mi fa?

E poi c'e' T.
Non capisco cosa "voglia" da me.
Amicizia o altro?
E io che voglio da lui?
Mi piace, sì.
Ma mi piace per?
Sì.
Ma non mi piace questa sensazione di incertezza, di dover aspettare di sapere cosa vuole da me e se siamo in linea o meno...
e poi c'e' anche quell'altro, e quell'altro... che forse sono meglio di tutti gli altri... al solito, tanta confusione e incapacità di volersi (o voglia) di volersi concentrare (e perchè dovrei farlo?) solo su uno... mah... La donna non deve dare certezze all'uomo, deve sempre dargli l'impressione che non sia già preda ma che la caccia sia ancora aperta, se non lascia perdere, giusto??? E poi mi diverte anche questa cosa di non farmi prendere da nessuno ne' di dare l'impressione di essere una "prendibile"... mi faccio i cazzi miei e lascio che chi si vuole avvicinare lo faccia ma io non faccio assolutamente niente. Se mi vuoi "cacciare" fallo pure... chiunque tu sia... e questa cosa mi piace, perchè non mi attacco a nessuno... facile no? Eppure un minuto fa ho scritto che non mi piace l'incertezza... merda... merda merda... :(

E ecco ancora la mancanza di controllo sugli avvenimenti.
Che mi crea ansia.

E poi c'e' il gatto. Tra un paio di settimane me lo danno.,...
Mi sento in ansia, anche per questo, perchè non so come gestirò
l'incontro "micio"-"coniglio".
Il primo giorno e la prima settimana dove metto il micio?
I libri dicono che devo lasciare al micio
la possibilità di sondare/conoscere tutta casa...e va bene...
ma il coniglio dove lo metto nel frattempo?
Lo relego in qualche camera? La mia? esatamente dove poi metterei
il gatto e la sua cuccia? Non ho altre soluzioni... in bagno il coniglio si mangia tutto.
Il gatto potrei metterlo in bagno... Cioè: lettiera del micio in bagno e cuccia in camera mia.
E lettiera del coniglio sempre in cucina? dove sta adesso? ma nella prima settimana non posso lasciare il coniglio padrone di tutta casa perchè ci sarà il gatto il giro...
Merda!!!
Merda!!!
Merda!!!
Calma e sangue freddo... Ragioniamo/scriviamo...

Per i primi tempi potrei:
1) lettiera del coniglio in camera mia e coniglio in camera mia fisso e chiuso. Il gatto scorrazzerà per casa, tranne che in camera mia: lettiera del gatto in bagno e cuccia in cucina. Questa soluzione mi sembra anche igienica. Quando poi il gatto si sarà acclimatato, allora inverto le cucce: cuccia del gatto in camera mia (in cui ci sarà l'odore del coniglio) e lettiera in camera mia; lettiera del coniglio in cucina (dove avrà scorrazzato il gatto) e lui dormirà dove capita. Quando poi li farò incontrare e dovranno stare insieme, allora terrò la lettiera del gatto in bagno e cuccia del gatto in camera mia; lettiera del coniglio in corridoio (basta in cucina) e basta così...
Ecco... mi sembvra d'aver trovato la soluzione.. vedi? scrivere mi aiuta sempre a trovare le soluzioni!!!
2) prendere il coniglio e portarlo in qualche conigliaio di amici e magari andare a prendere anche la femmina che ho visto ieri "abbandonata" e portarli tutti e due via dalla città... dovrebbero imparare a conoscersi, prima di metterli insieme in qualche gabbiona, ma forse non servirebbe nemmeno... visto che il tragitto "tramortirebbe entrambi"... e così mi libero casa del coniglio, che mi impiccia da morire e "libero" la coniglietta vista ieri in gabbia, bellissima... (sembra la sorella di girello)... Mi sentirei solo un po' in colpa per essermi liberata di Girello, ma io voglio la micia!!!

Dunque dispiacere, ansia e paura per la mancanza di controllo degli eventi.
Ecco come mi sento.

Bello no? Più di tutto è paura di perdere il controllo.
Più di tutto.

Bene no?

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