27.1.03

LAVORO: fortuna e sfortuna
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Dopo due settimane di malattia, temo quasi di perdere
questo lavoro.
Questo lavoro......
non so se esserne felice o se odiarlo..
Avere trovato il lavoro della mia vita, mi tiene lontana
dalla persona con cui vorrei dividere i miei giorni...

Io e Renato ci conosciamo da 3 anni e oltre sei mesi.

La nostra storia “vive” di incontri fuggevoli,
ogni 15 giorni circa. Passiamo un week end insieme e poi
ognuno torna alla propria vita ( lavorativa ).

Lui abita sulla Costiera Amalfitana, con i suoi, e lavora
a Salerno, dove ha un’impresa.
Quest’impresa va bene: ha mercato e poca concorrenza.
Vive, comunque, nell’incertezza del domani...

Io abito a Roma. Vivo nella mia casa e lavoro, sebbene in
collaborazione coordinata e continuativa, a Roma.
Sono, comunque, una lavoratrice “flessibile”...
Vivo, comunque, nell’incertezza del domani...

Impossibile costruire un progetto di vita insieme.
Impossibile, perché la fortuna di avere un lavoro, il lavoro
che ci piace, ci incatena ai luoghi in cui viviamo.

Se la sua azienda provasse a vivere a Roma, morirebbe
soffocata dalla concorrenza.
Se io mi trasferissi a Salerno non avrei di che vivere: dovrei
trovarmi , di nuovo, un lavoro qualsiasi che mi consentisse di
sopravvivere.
Dove abiteremmo, poi, sarebbe comunque un mistero.

L’articolo uscito recentemente sui quotidiani per cui
la crisi delle coppie arriva al terzo anno ( e non più
al settimo ) per mancanza di progetti lascia, dapprima,
il tempo che trova.

Poi...ad una riflessione più attenta, mostra una verità
implacabile : siamo due giovani che hanno un lavoro,
ma questa società di ci impedisce di poter vivere insieme.

Perché?
perché se avessimo la possibilità di trovare un lavoro
anche altrove e se avessimo la possibilità di trovare una casa
...anche altrove...chissà...forse... potremmo finalmente stare
insieme... Invece no...

Carpe diem...Io lavoro qui’ e lui lì.
In base a cosa, allora, stabilire, un progetto?

Il lavoro nobilita l’uomo... ma, oggi come oggi, non dà altra
possibilità di vita.

In realtà il lavoro "mobilita" l'uomo!

Se ne parla di nuovo in occasione del referendum.
Se ne è parlato in merito all'art.18 dello Statuto
dei lavoratori.

SE ne parla, ma credo sia sempre poco...
a domani
maggie


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