23.6.05

" Rabbia "

Quando arriva una nuova ragazza nel gruppo,
dopo che lei si è presentata tocca ad ognuna di
noi presentarsi e dire come mai viene al gruppo.

Ho ascoltato le mie "colleghe" dire la loro, ma
ogni tanto mi domandavo io cosa avrei detto di me.

E quando è arrivata il mio turno, e non ricordo
perchè non sono riuscita a parlare, sono stata
quasi sollevata, perchè non sapevo ancora
cosa avrei dovuto dire.

E' iniziata una discussione in cui io mi sono molto infervorata.
Tutta la mia rabbia contro le ingiustizie del mondo è uscita fuori.
Tanto che mi sono messa a piangere.

Mi vedevo da fuori e mi spavantavo da sola
nel vedermi così "fuori di me".

La discussione è continuata. Ovviamente non
era con la persona che aveva agito/detto.
Era stato ciò che aveva detto a farmi arrabbiare.
Mi sono trovata di fronte all'ennesimo muro
contro cui ho cercato in tutit i modi di sbriciolare,
di bucare, niente.

Mi sono ritrovata ragazza, a tavola dei miei, con mio padre,
a discutere con lui aveva sempre ragione, anche se
avevo ragione io. Ed a cui non potevo "rispondere" alla pari.

E quando mi sono messa in bocca l'ennesima
ciliegia per zittirmi, proiprio come facevo a casa
con i miei, quando usavo il cibo come un tappo,,
m'e' venuto su un groppo in gola ed ho pianto.

Ecco cosa avrei dovuto dire io: io sono arrabbiata.
Io sono tanto arrabbiata.

Ma di buono c'e' la mia rigidità e la mia ricerca
della perfezione e santità stanno avendo delle crepe.

Ieri sera cercavo flessibilità, nella discussione e verso me stessa.
e non mi veniva data.

Sono contenta.

Assurdo quanto, nonostante mi spiegassi, non venivo capita.
L'ho detto in diversi modi che non era il merito
ad interessarmi, quanto più il principio, ma non venivo capita.

Poi l'ho capito io che discutere del principio è
assurdo ed è solo l'ennesima "modalità controllante"
e che non si può pretendere che una persona ti dica "hai ragione tu".
Anzi: più gli dimostri che ha torto e più resisterà.

La mia rabbia non era verso la mia amica.
Era verso ciò che lei rappresentava.
Non parlavo a lei, mentre le rispondevo.
Parlavo a chi so io.

Allora lei mi fa:
"adesso che sai contro chi arrabbiarti davvero..."

e io le ho detto "impossibile. in realtà lo credo io
che sia impossibile. Ma me non sembra vero
nemmeno farla uscire questa rabbia"...

Già... ieri sera ho alzato la voce, gesticolavo,
ero arrabbiata... così tanto che ho pianto.

E' uscita un po'...

^__^

Ma non immagini cosa voglia dire sentoirsi
così arrabbiati e così impotenti...

Devo agire, devo dire. Devo parlare.

Ma si può andare da qualcuno a cui
vuoi un bene dell'anima e dirgli:
"ma che m'hai fatto!?"

Come si fa?

=__="

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